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Gualtiero Schiaffino

Edizione 2011

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M’IMMAGINO D’IMMENSO
calembour di immagini e parole
PREMIO SKIAFFINO 2011 – 3.a edizione


8 luglio – 9 ottobre 2011
Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti | via Castagneto 52 | Camogli (GE)
da giovedì a domenica 15.30–19.30 e su appuntamento | ingresso libero


 


Inaugurazione venerdì 8 luglio 2011
ore 18.00 - Fondazione Remotti
inaugurazione mostre e premiazione del concorso per un calembour visivo
ore 21.30 - Passeggiata a mare di Camogli (quadrata del Miramare)
presentazione del libro "Sedia a sdraio. Giochi impensati per svagare la mente" di Stefano Bartezzaghi


La Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti ospiterà per i tre mesi estivi una combinazione inedita di alcune mostre personali consacrate all’arte dello spiazzamento verbovisivo. Sotto il titolo M'immagino d'immenso passano in rassegna inattese opere di spirito, che intrecciano giochi di parole e ricreazioni visuali per accendere la sorpresa e regalare nuovi significati agli oggetti più comuni.
Oltre al consueto omaggio all’umorismo disegnato e scritto di Skiaffino, sono esposte opere di noti artisti dello humour grafico come l’"editorialista” Massimo Bucchi, lo storico vignettista Giorgio Cavallo e il poetico pittore-illustratore Sergio Fedriani. La rassegna comprende inoltre una ricca scelta dei calembour fotografici di Massimiliano Tappari e una selezione di lavori dei giovani artisti grafici partecipanti al concorso nazionale per un calembour visivo, scelti da una giuria composta da Stefano Bartezzaghi, Massimo Bucchi, Marco Dallari, Walter Fochesato, Ferruccio Giromini, Guido Risicato e Barbara Schiaffino.

 

 

Gualtiero Schiaffino (Skiaffino)


Nato nel 1943 a Camogli (Genova), interrompe gli studi di giurisprudenza per lavorare in pubblicità. Nel 1970 crea la strip umoristica Santincielo e vince il concorso indetto dal quotidiano romano “Paese Sera”. Abbandona così il mondo pubblicitario per dedicarsi al cartooning e, firmando i suoi lavori umoristici con lo pseudonimo di Skiaffino, comincia a pubblicare dal 1973 su “Undercomics”, “Eureka”, “La Gazzetta di Parma”, “Urania”, “Segretissimo”, “Playboy”. Nel 1975 inventa e realizza per il quotidiano genovese “Il Lavoro” l'inserto settimanale di narrativa d'evasione “La Bancarella”. Per la casa editrice Dardo pubblica i volumi La presa per il culto (1975) e Lei non sa chi sono Dio (1976); per Zanichelli il volume Verba volant. Manuale di brillante conversazione per ben figurare in società (1990). Dagli anni Novanta porta la rivista “Andersen”, specializzata nella letteratura e nell'illustrazione per l'infanzia, a notevoli livelli di diffusione. Per sua iniziativa è stata fondata nel 1993 la Federazione Italiana Gioco Ciclotappo. Impegnato anche in politica, opera come consigliere provinciale e assessore al patrimonio culturale della Provincia di Genova, nonché come consigliere delegato della società per Genova Capitale Europea della Cultura 2004. Mentre si accinge a inaugurare nella nativa Camogli una ricca mostra su I Mille volti di Garibaldi, l'eroe dei due mondi nella caricatura di ieri e di oggi, improvvisamente le sue condizioni di salute si complicano e l'autore si spegne proprio nel giorno di Natale: muore il 25 dicembre 2007.

 


Massimo Bucchi


Nato nel 1941 a Roma, è laureato in storia dell'arte. In gioventù lavora come cronista di nera all'“Avanti!” e come grafico in uno studio privato, per diventare in seguito art director del dipartimento grafico del Gruppo IRI. Nel 1976 passa a lavorare per il quotidiano “La Repubblica”, dove per alcuni anni dirige il supplemento Satyricon. Sulle pagine dello stesso quotidiano nella pagina degli editoriali appaiono quasi quotidianamente le sue vignette satiriche, collage composti da frammenti di immagini, ritagli di fotografie e brevi frasi scritte a macchina. Ha pubblicato diverse raccolte di vignette: Torna a casa lessico (Mondadori 1987), Storie di pazzi (Mondadori 1991), Partito preso (Mondadori 1993), '900 (ed La Repubblica 1998), Moriente e uccidente (con Piero Sciotto, Bompiani 1999), La finestra sul cortile (Minimum Fax 1998), Max Media (Le Mani 2001), Champions tic (Leconte 2006), Caro Mao perché sei morto (Marsilio 2009). Ha vinto due Premi Forte dei Marmi, per la satira scritta nel 1986 e per quella disegnata nel 1990, e il Premiolino.

 


Giorgio Cavallo


Nato a Moncalieri nel 1927 e morto a Torino nel 1994, è stato uno dei maggiori umoristi italiani del Novecento. Intellettuale con due lauree, nel 1953 lascia il posto fisso in banca per dedicarsi al disegno umoristico, inventando subito uno stile personalissimo, sorta di specchio della società civile in cui molti potevano riconoscersi come bersagli. Debutta su “La Domenica del Corriere” e la sua corrosività si attira ben presto le grazie di Giovannino Guareschi, che lo invita a pubblicare sul settimanale umoristico “Candido”. Il rotocalco d'informazione “L'Europeo” dal 1958 al 1973 gli affida la seguitissima rubrica satirica La settimana vista da Cavallo. La sua notorietà travalica ben presto i confini nazionali ed europei. Ma nel 1970, al culmine del successo, in preda a una profonda crisi esistenziale decide di abbandonare l'arte della risata. Ritornerà alla professione nel 1977, collaborando con “Stampa sera”, “Il collezionista” Bolaffi, “Linus”, “Illustrato Fiat” e il noto inserto del quotidiano “La Repubblica” Satyricon. Negli anni '80 fonda a Torino, con l'umorista Raffaele Palma e altri colleghi, il Centro Arti Umoristiche e Satiriche, che divulga il disegno e l'umorismo per farne strumenti didattico-espressivi di crescita collettiva. Per diversi anni, e fino al giorno della sua scomparsa, pubblica anche sull'inserto culturale del quotidiano “La Stampa” Tuttolibri, una propria rubrica di vignette corrosive. La sua eredità è costituita da oltre diecimila tavole, alcune delle quali esposte in permanenza al Karikatur & Cartoon Museum di Basilea nella sala a lui dedicata, e in vari musei di tutto il mondo. Tra i suoi libri si ricordano Pronto… chi ride (1959), Si fa per sterzare (1965), 33 frati e 1/2 (1967), Proposte pro Poste (1973), Cavalli da tiro (1985), Equilibri (1989), Mal costume mezzo gaudio (1992), Uomini e mobili (1993), L'indignato (1995). Tra i premi assegnatigli, la Palma d'Oro per il disegno umoristico (1959) e per il libro Proposte pro Poste (1974) al Festival dell'Umorismo di Bordighera e il Premio Satira Politica Forte dei Marmi (1981).

 


Sergio Fedriani


Nato e vissuto a Genova tra il 1949 e il 2006, con la sua arte delicata e i suoi caratteristici colori acquerellati ha saputo imporsi come un poetico cantore dell'atmosfera della sua città e della cultura del mare. Laureato in architettura, dopo gli esordi nel mondo della striscia disegnata (su “La Bancarella”, “Sgt. Kirk”, “Imagocritica”), si è presto dedicato professionalmente alla pittura, all'illustrazione e all'incisione. Suoi disegni sono apparsi su diverse testate nazionali, tra cui “Linus”, “Andersen”, “L'Espresso”, “Il Sole 24 ore”, “Il Secolo XIX”, “Il Corriere della Sera”, “La Riviera Ligure”, “Medicina e psichiatria”, “L'informatore farmaceutico”, “Capital”, “ViviMilano”, “Wimbledon”, “Telèma”. Ha realizzato manifesti, libri, cataloghi. Tra questi, in occasione della sua mostra antologica nel 1998 a Pontremoli per il XLVI Premio Bancarella, Tormena Editore gli ha dedicato il volume La vita è sogno. Ha poi disegnato scenografie per spettacoli teatrali (di Sergio Tofano e Gianni Rodari) e cicli di decorazioni per tre motonavi Grimaldi. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. I suoi disegni sono comparsi regolarmente nelle principali rassegne di grafica umoristica a livello internazionale. Dal 2006, da subito dopo la sua scomparsa, è attiva l'“Associazione culturale Sergio Fedriani” che si propone di mantenere viva la memoria dell'artista ligure e di valorizzarne le opere anche attraverso un già celebre concorso annuale per giovani artisti.

 


Massimiliano Tappari


È nato a Chivasso (To) nel 1967. Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è autore di libri caratterizzati da uno stretto rapporto tra testo e immagine e da un approccio ludico e sperimentale: Lettere dal bosco (Macchione 2002), Parole chiave (Despina 2003), Coffee Break (Despina 2006) Oooh! Inventario di fotografia (Corraini, 2008), edito anche in Francia, e Gli occhi degli alberi con Chicca Gagliardo (Ponte alle Grazie, 2010). Lavora da anni a progetti destinati allo sviluppo della creatività di bambini e adulti. Nel 2008 la mostra “Spunto di vista”, dedicata al suo lavoro di fotografo, scrittore e illustratore, è stata ospitata per tre mesi nella Casina di Raffaello di Villa Borghese a Roma.